Aggiornamento del 30 ottobre 2026. Il 23 ottobre l’account ufficiale Call of Duty ha annunciato nuove rilevazioni di RICOCHET Anti-Cheat contro i cheat DMA, attivate prima dell’accesso anticipato di DMZ. L’aggiornamento riguarda Modern Warfare 4 e la nuova DMZ; non prova invece, da solo, che lo stesso specifico rilevamento sia già operativo anche in Warzone.

RICOCHET prende di mira i cheat DMA in DMZ

DMA significa Direct Memory Access. Questi cheat usano hardware esterno per leggere informazioni che il giocatore non dovrebbe conoscere, incluse le posizioni degli avversari. Poiché lavorano fuori dal PC che esegue Call of Duty, sono progettati per aggirare i controlli software tradizionali.

Call of Duty afferma che le nuove rilevazioni erano già attive prima dell’accesso anticipato di DMZ e che le prime reazioni sono comparse nelle community dedicate ai cheat. Il team continuerà ad adattare i controlli mentre gli sviluppatori di software illecito modificano i propri sistemi. Non sono stati però pubblicati numeri di ban, percentuali di rilevamento o dettagli tecnici sufficienti per misurarne autonomamente l’efficacia.

Cosa cambia per DMZ e cosa resta da confermare per Warzone

Per chi gioca a DMZ la novità è concreta: Activision ha indicato la modalità come primo ambiente di distribuzione delle nuove rilevazioni DMA e ha precisato che le protezioni continueranno a evolvere durante il ciclo di Modern Warfare 4. La documentazione generale conferma inoltre che RICOCHET protegge già Warzone con strumenti lato server e driver kernel su PC. Tuttavia l’annuncio del 23 ottobre non cita esplicitamente Warzone per questo specifico livello DMA; attribuirglielo come già attivo sarebbe quindi prematuro.

RICOCHET è attivo su Modern Warfare 4

La pagina di supporto Activision elenca ora Modern Warfare 4 insieme a Black Ops 7, Black Ops 6 e Warzone tra i titoli protetti dalle funzioni backend di RICOCHET. Il sistema combina analisi lato server, indagini, rilevamenti tecnici, mitigazioni in partita e strumenti per la sicurezza degli account.

Per DMZ la conseguenza pratica è importante: la modalità non viene trattata come un ambiente separato e privo di protezioni. Essendo una modalità online di MW4, rientra nella copertura annunciata per il gioco. Activision non ha però pubblicato dati separati sul numero di controlli, rilevamenti o ban riferiti esclusivamente a DMZ.

Come funziona il driver RICOCHET su PC

Sui titoli Call of Duty supportati per PC viene utilizzato anche un driver a livello kernel. Secondo Activision, il driver monitora le applicazioni che tentano di interagire con il gioco protetto, così da individuare processi non autorizzati capaci di modificarne il funzionamento.

L’installazione è automatica. Il driver si avvia insieme al gioco e si arresta quando il giocatore esce: la documentazione ufficiale precisa quindi che non rimane sempre attivo. Non è possibile disattivarlo continuando a giocare ai titoli che lo richiedono; viene rimosso quando si disinstalla il gioco e reinstallato insieme a una successiva installazione compatibile.

Driver, TPM 2.0 e Secure Boot: non sono la stessa cosa

La FAQ Activision indica che il driver kernel non aggiunge requisiti hardware propri. Questo non significa però che tutte le verifiche di sicurezza di Call of Duty siano prive di requisiti.

Per le protezioni di attestazione su PC, Team RICOCHET utilizza infatti TPM 2.0, Secure Boot e Microsoft Azure Attestation. Questi controlli verificano attraverso i server Microsoft che le impostazioni di sicurezza dichiarate dal computer siano realmente attive e non siano state alterate localmente.

Nel giugno 2026 Team RICOCHET aveva specificato che i PC non conformi sarebbero stati inseriti in pool di matchmaking separati e avrebbero avuto accesso limitato ad alcune playlist di Black Ops 7 e Warzone. Non è corretto estendere automaticamente quelle identiche limitazioni a DMZ o a ogni playlist di MW4 finché Activision non lo dichiara in modo esplicito.

Cosa cambia per chi gioca a DMZ e Warzone

Cosa non dimostra l’aggiornamento

La presenza di RICOCHET su MW4 non permette di concludere che il cheating sia stato eliminato né di stimare quanti bari incontrerà un giocatore. Activision definisce il sistema come un’iniziativa in continua evoluzione e non ha pubblicato, in questo aggiornamento, percentuali specifiche di partite pulite per DMZ o Warzone.

Fonti ufficiali

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